
Generalità
La ritenzione idrica è un disturbo piuttosto diffuso, che colpisce con diversa intensità milioni di persone, soprattutto donne. All’origine del problema possono esistere gravi patologie come disfunzioni cardiache o renali, infiammazioni severe e reazioni allergiche. Spesso però il principale responsabile della ritenzione idrica è uno stile di vita sbagliato, la cui semplice correzione può apportare notevoli benefici.
Cos’è la Ritenzione Idrica?
In medicina il termine “ritenzione idrica” viene utilizzato per indicare la tendenza a trattenere liquidi nell’organismo. Il ristagno di questi fluidi è generalmente superiore nelle zone predisposte all’accumulo di grasso (addome, cosce e glutei).
Il segno principale della ritenzione idrica è l’edema, una condizione in cui l’accumulo di liquidi nei tessuti ne causa un anomalo rigonfiamento. A causa dell’alterata circolazione venosa e linfatica insieme a questi liquidi ristagnano anche numerose tossine che alterano un metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.
Proprio per la sua notevole diffusione la ritenzione idrica è un problema molto sentito ma spesso sopravvalutato. Molte donne, infatti, attribuiscono erroneamente alla ritenzione il proprio sovrappeso ignorando che, in assenza di patologie importanti, il contributo della ritenzione idrica sull’aumento di peso è tutto sommato marginale. È invece vero il discorso contrario; è cioè il sovrappeso contribuisce a rallentare la diuresi e favorire la ritenzione idrica.
Come Individuare la presenza di Ritenzione Idrica?
Per verificare l’effettiva presenza del disturbo esistono molti test più o meno affidabili. Se per esempio non si ha la possibilità di effettuare l’esame del peso specifico delle urine, è sufficiente premere con forza il pollice sulla parte anteriore della coscia per un paio di secondi. Se dopo aver tolto il dito rimane ben visibile l’impronta siamo con tutta probabilità in presenza di ritenzione idrica.

Cure e Rimedi
La cura della ritenzione idrica si basa sulla correzione delle cause che hanno dato origine al disturbo. In assenza di patologie importanti, il maggiore responsabile della ritenzione idrica è lo stile di vita.
Alcune abitudini poco salutari contribuiscono ad aggravare la situazione (fumo, eccessivo consumo di alcolici, sovrappeso, predisposizione per i cibi salati, abuso di farmaci e caffè, abiti troppo stretti, tacchi troppo alti e rimanere a lungo in piedi senza muoversi).
In quest’ultimo caso si consiglia di alzarsi di tanto in tanto sulle punte dei piedi in modo da stimolare la circolazione ed il ritorno venoso.
Insieme alla correzione di tutti i fattori di rischio sopraindicati può essere utile posizionare un cuscino sotto il materasso in modo da sollevarlo dalla parte dei piedi.
Attività Fisica
L’arma migliore per combattere la ritenzione idrica rimane comunque l’attività fisica. Il movimento, purché sia eseguito regolarmente e con razionalità, contribuisce a riattivare e rinforzare il microcircolo. L’esercizio più indicato in questi casi è una sana e tranquilla passeggiata, associata a rinforzo della muscolatura della coscia e dei polpacci.
Gli sport che prevedono frequenti impatti con il terreno sono invece controindicati in caso di alterata funzionalità vascolare degli arti inferiori, come ad esempio l’insufficienza venosa, complicazioni del circolo linfatico ecc.
Va tuttavia ricordato che il potenziamento muscolare è uno dei fattori in grado di migliorare tali problematiche. In definitiva, si consiglia di fare bene attenzione a non confondere l’effetto di ritenzione idrica transitoria con il ristagno di liquidi vero e proprio; un errore di valutazione sarebbe limitante nel raggiungimento dei risultati.
Una valida alternativa alle attività con forte rimbalzo è rappresentata dal nuoto e dalla bicicletta (poco utile quella tradizionale, meglio utilizzare il modello “recline” con le gambe che pedalano in orizzontale anziché in verticale).
Anche esercizi propriocettivi e di mobilizzazione della caviglia sono indicati in caso di ritenzione idrica causata da insufficienza venosa.
Al termine della seduta lo stretching abbinato ad esercizi di controllo respiratorio eseguiti con le gambe in alto, favorisce il ritorno venoso e l’eliminazione delle tossine prodotte.

DIETA – Cibo e Ritenzione Idrica

Una dieta ad alto contenuto di scorie (fibra alimentare) aumenta la motilità intestinale ed allontana il pericolo di stitichezza, un disturbo che ostacola il deflusso venoso a livello addominale.
È quindi importante consumare molta frutta e verdura ed in particolare quella ricca di acido ascorbico, una vitamina che protegge i capillari sanguigni. Gli alimenti più ricchi di questa sostanza, meglio conosciuta come vitamina C, sono: alcuni frutti freschi (quelli aciduli, agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie, ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchi, spinaci, broccoletti, ecc.), alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni) e tuberi (patate soprattutto se novelle).
Un giorno alla settimana, specie se successivo ad una grande abbuffata domenicale, è consigliata una dieta disintossicante particolarmente ricca di liquidi (the, tisane, succhi di frutta) e vegetali. In questo giorno la carne andrà sostituita con il pesce, più digeribile perché meno ricco di tessuto connettivo. Durante queste 24 ore andranno aboliti anche i grassi ad eccezione dell’olio di oliva e degli oli di semi. Una bella sudata in palestra, magari accompagnata da una sauna o da un bagno turco rilassante, stimolerà ulteriormente il drenaggio dei liquidi e l’eliminazione di tossine.
Acqua e Bevande
L’acqua deve diventare una fedele compagna e come tale va portata sempre con sé. Una corretta idratazione è infatti una delle soluzioni più semplici ed efficaci per combattere la ritenzione idrica. Bisogna pertanto sforzarsi di consumare almeno un paio di litri di acqua al giorno. In generale, è buona regola aumentare le dosi quando il colore delle urine è troppo scuro e/o di cattivo odore (per esempio nel periodo estivo o più in genere quando si fa sport e si suda molto).
Alcune bevande alcoliche e non (come aranciate, bibite, cola, succhi di frutta, birra, caffè zuccherato, tè, ecc.) oltre a fornire acqua apportano anche altre sostanze che contengono calorie (zuccheri, alcol) o che sono farmacologicamente attive (ad esempio caffeina). Queste bevande vanno quindi usate con moderazione. È invece consigliato l’utilizzo di acque oligominerali o minimamente mineralizzate.
Probabilmente all’inizio, specie se si è abituati a bere poco, l’aumentato introito idrico stimolerà la diuresi, un po’ come succede quando l’acqua scivola da un vaso di fiori rinsecchito che viene annaffiato dopo un lungo periodo di tempo. Bevendo frequentemente ed in piccole quantità il corpo imparerà tuttavia ad assorbire una maggiore quantità di acqua un po’ come succederebbe per il terreno arido citato nell’esempio precedente.
I rimedi natutali sono il fucus, la pilosella, la centella asiatica, il mirtillo, le tisane, il pungitopo, l’ippocastano, il carciofo.

10 tisane snellenti e diuretiche
Gonfiore, ritenzione idrica, peso in eccesso. Le tisane possono essere considerate un valido aiuto naturale per il miglioramento della propria forma fisica, ancora di più se accompagnate da movimento regolare e da una alimentazione bilanciata e ricca di frutta e verdura di stagione.
È possibile rivolgersi ad alcune tisane dall’effetto diuretico e snellente, composte da erbe specifiche. Ve ne indichiamo alcune, ricordandovi di rivolgervi al vostro erborista di fiducia per la scelta delle erbe migliori e per conoscere la quantità di bevanda da assumere sulla base della vostra condizione di salute.
Indice :
- Tisana al tarassaco
- Tisana di achillea millefoglie
- Tisana al tè verde
- Tisana all’equiseto, finocchio e betulla
- Tisana al fucus
- Tisana ai semi di finocchietto
- Tisana al tè verde, fucus e betulla
- Tisana all’edera e carciofo
- Tisana alla malva
- Tisana di borragine

Tisana al tarassaco
Il tarassaco rappresenta una delle erbe officinali dalle più spiccate proprietà diuretiche. Per la preparazione di una tisana al tarassaco è possibile raccogliere uno di questi fiori, compresa la radice ed utilizzare le sue parti (con particolare riferimento a radici e foglie) per la preparazione di un infuso. È necessario lasciare riposare le erbe in acqua bollente per 20 minuti e filtrare.
Tisana di achillea millefoglie
L’achillea millefoglie viene impiegata in erboristeria per la preparazione di tisane diuretiche. Essa incoraggia i reni ad espellere i liquidi ed il sodio in eccesso. Una tisana a base di achillea millefoglie viene preparata versando in una tazza di acqua bollente due cucchiaini di achillea essiccata. Il tempo di riposo delle tisane a base di erbe essiccate è solitamente pari a 10 minuti. Dopodiché sarà possibile filtrare il liquido ed assumere la tisana.
Tisana al thè verde
Il ben noto thè verde possiede inaspettate proprietà diuretiche. Secondo la University of Maryland Medical Center le tisane al thè verde possono essere considerate come dei diuretici sicuri. Al thè verde vengono inoltre attribuite proprietà astringenti e dimagranti. Del thè verde di buona qualità, preferibilmente biologico, può essere facilmente acquistato in erboristeria, sfuso o in bustine, ed utilizzato per la preparazione di tisane diuretiche e snellenti.
Tisana all’equiseto, finocchio e betulla
Una tisana diuretica può essere composta da una sinergia di piante officinali benefiche in tal senso. Per la sua preparazione possono essere impiegate in parti uguali tra loro erbe, piante e fiori come equiseto, foglie di betulla, ortosiphon in foglia, foglie di frassino, prezzemolo e pianta e radice di tarassaco. Gli ingredienti, dopo essere stati mescolati in parti uguali, possono essere utilizzati nella quantità di un cucchiaio per ogni tazza d’acqua. Il tempo di infusione è di 10 minuti.
Tisana al fucus
Una tisana dall’effetto sia diuretico che snellente può essere preparata mescolando 10 grammi di fucus (alga intera), 10 grammi di bardana, 5 grammi di semi di finocchio, 5 grammi di foglie di tè verde. In questo caso la tisana non dovrà essere preparata sotto forma di infuso, ma di decotto. È necessario lasciare bollire le erbe per 10 minuti ed in seguito lasciare riposare il tutto per altri 10 minuti prima di filtrare.


Tisana ai semi di finocchietto
La tisana snellente che vi proponiamo giunge da un suggerimento. Questa tisana viene preparata utilizzando 1 cucchiaino di tè in foglia, 1 pizzico di semi di finocchietto ed 1 tazza d’acqua. La sua preparazione avviene nella forma del decotto, mettendo a bollire in un pentolino d’acqua i semi di finocchietto e aggiungendo il tè una volta che l’acqua sia giunta ad ebollizione. Si filtra e si lascia raffreddare per qualche minuto prime di berla.
Tisana al tè verde, fucus e betulla
Una tisana snellente e drenante può essere ottenuta preparando una miscela composta in parti uguali da fucus, foglie di betulla e foglie di tè verde. Tutti gli ingredienti possono essere acquistati in erboristeria. Per 1 litro d’acqua si utilizzano 10 grammi della miscela di erbe. La tisana viene preparata per infusione, lasciando riposare le erbe in acqua bollente per 10 minuti. Bere da una a tre tazze di tisana al giorno.
Tisana all’edera e carciofo
Unendo in parti uguali le seguenti erbe è possibile ottenere la preparazione di una tisana dalle proprietà dimagranti e drenanti. Si dovranno utilizzare foglie di carciofo, foglie di edera, semi di finocchio e buccia di limone. 10 grammi della miscela di erbe sono necessari per la preparazione di 1 litro di tisana per infusione. L’infuso deve riposare per 10 minuti prima di essere filtrato e bevuto. Dosi indicate: da 1 a 3 tazze al giorno.
Tisana alla malva
Una tisana dall’effetto diuretico, oltre che depurativo dell’organismo e disinfettante delle vie urinarie, può essere preparata utilizzando delle foglie di malva essiccate e sminuzzate. La tisana viene preparata per infusione immergendo in 1 tazza d’acqua 2 cucchiaini di foglie di malva e lasciando riposare l’infuso per 10 minuti prima di filtrare e bere. Per 1 litro d’acqua, nella preparazione di infusi e decotti, possono essere impiegati 30 grammi di fiori di malva.
Tisana di borragine
Se il desiderio di snellire il proprio corpo e di ottenere un effetto diuretico è dovuto alla presenza di problemi di circolazione, che possono causare gonfiori soprattutto a livello degli arti inferiori, è possibile ricorrere ad una tisana di borragine da preparare sotto forma di decotto. 10 grammi di borragine devono essere fatti bollire in 1 litro d’acqua per 5 minuti. Il consumo della tisana è consigliato soprattutto la sera (1 tazza prima di coricarsi), in caso di gambe e di caviglie gonfie.

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