
Il piede è la base del nostro incedere nel mondo, assorbe le energie della terra e le trasmette al cervello. Riassume in sé tutto l’organismo umano e può essere il punto di partenza e di arrivo per trattare molti disturbi. La riflessologia plantare è una tecnica che sfrutta la sollecitazione di aree specifiche del piede per ristabilire l’equilibrio del corpo. Utile in caso di congestione e tensione, aiuta contro di mal di schiena, ansia, stress.
Cos’è la riflessologia plantare
La riflessologia del piede è lo studio e la pratica di riflessi operanti nei piedi, che corrispondono ad altre parti del corpo. Con tecniche specifiche della mano e delle dita, la riflessologia provoca risposte in parti del corpo corrispondenti. Il rilassamento è il primo passo verso la normalizzazione, al ritorno del corpo a uno stato di equilibrio od omeostasi, in cui la circolazione può scorrere senza impedimenti e fornire nutrimento e ossigeno alle cellule.
Con il ripristino dell’omeostasi, gli organi del corpo, che sono in effetti aggregazioni di cellule, possono quindi ritornare a uno stato o a una funzione normale”. La definizione dei coniugi Kunz è sicuramente l’illustrazione più esaustiva di ciò che la riflessologia plantare porti con sé, nella teoria e nella pratica.

Benefici e controindicazioni della riflessologia plantare
I piedi sono una struttura delicata, preziosa, fondamentale per una buona qualità della vita, che viene sottoposta a inevitabili sovraccarichi quotidiani. Meritano quindi di essere oggetto di attenzione e di venir trattati con cura.
Per il corpo, mani e piedi sono speciali. Nessun altro organo sensoriale arriva a toccare il mondo intorno a noi, a viaggiarci dentro e a manipolarlo. Piedi e mani percepiscono cosa c’è ai piedi e cosa c’è in mano.
L’esigenza di stare eretti sui due piedi richiede una comunicazione speciale fra piedi, mani e resto del corpo. Il linguaggio che il corpo usa per effettuare ciò è in effetti una combinazione di tensione dei muscoli, angolazione delle giunture e intensa pressione sul fondo dei piedi. Questa forma di comunicazione è indubbiamente silenziosa, ma è molto vitale in quanto determina la nostra effettiva sopravvivenza.
Piedi e mani non solo ci consentono di reagire al pericolo, ma essi stessi consumano energia per soddisfare le normali esigenze quotidiane. La sopravvivenza e l’energia necessaria per essa collegano mani e piedi in una speciale relazione con il corpo.
In caso di pericolo sia mani che piedi partecipano alla reazione generale del corpo per assicurare la sopravvivenza: le mani sono preparate a prendere un’arma, mentre i piedi sono preparati a trovare un punto d’appoggio saldo o a fuggire. Questo indissolubile legame tra mani, piedi e corpo vede mani e piedi che forniscono movimenti necessari, mentre gli organi interni forniscono il combustibile.
La riflessologia plantare tende al miglioramento di tre fattori fondamentali:
- congestione;
- infiammazione;
L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente queste condizioni spesso interconnesse, riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo. Ci sono alcune avvertenze che rappresentano le regole base di quando è consigliato evitare il trattamento di riflessologia plantare:
- evitare il trattamento subito dopo aver mangiato, o solo in caso di un pasto leggero
- evitare il trattamento durante il ciclo mestruale, soprattutto se soggette a flussi abbondanti
- evitare il trattamento in caso il paziente sia particolarmente agitato, meglio dedicare del tempo a spiegare in cosa consiste la pratica ed accennarla per allentare le tensioni
- evitare il trattamento nei primi giorni di gestazione o in casi di gravidanza a rischio.


Quando è indicata la riflessologia plantare
Massaggiare i piedi è molto utile sin dai primi giorni di vita di un individuo. Il massaggio deve essere effettuato con un tocco leggero e per pochi secondi. I neonati in genere lo gradiscono molto. Serve per curare i bambini iperattivi e può calmare crisi di pianto, paure o angosce inespresse. Nelle donne in gravidanza è sconsigliato o in ogni caso deve essere praticato da chi è molto esperto e sa dosare in modo attento pressioni e concentrazioni. La riflessologia invece è molto utile per problemi legati al concepimento e per contrastare forme d’invecchiamento cellulare nelle persone anziane.
Alcuni degli obiettivi della riflessologia sono:
- eliminare l’ansia e il dolore
- facilitare il rilassamento e il riposo
- ridurre nausea e vomito
- controllare vari sintomi, dalla stitichezza al singhiozzo per esempio
- intraprendere un percorso di remissione da disturbi di natura psicosomatica.
Il massaggio riflessologico del piede è anche un ottimo strumento per smettere di fumare o per aiutarsi durante un episodio di insonnia.
Si riescono a contrastare problemi quali cattiva digestione, cellulite, stress, crampi, artrosi e ansia, dolori muscolari. L’esistenza di reazioni riflesse a un contatto è non solo oggetto di segnalazioni attendibili da parte di medici, ma esperienza banale molto comune. Un bel bagno caldo, un buon massaggio ai piedi sono sempre seguiti da una sensazione molto piacevole e rilassante.
La riflessologia plantare tende al miglioramento in tre ambiti principali: congestione, infiammazione e tensione. L’obiettivo è quello di eliminare gradualmente, durante le sedute, queste condizioni spesso interconnesse, riuscendo a ripristinare l’equilibrio del corpo.

Leggere il piede
Il piede comunica lo stato di salute del corpo attraverso vari segnali: la forma, il colore, l’odore, la struttura delle dita e la loro posizione, l’aspetto delle unghie, l’ispessimento della pelle, la localizzazione di eventuali calli e duroni, sporgenze ossee, avvallamenti e pieghe della pelle.
Il piede destro corrisponde alla parte più razionale di noi e influenza la linea del fegato/colecisti. Il piede sinistro corrisponde all’irrazionale, all’affettività, all’istintività e influenza il cuore. Verruche e funghi indicano che l’alimentazione potrebbe essere troppo ricca di grassi. L’alluce valgo è in relazione con disturbi alla cervicale, al collo, alla tiroide e al cuore. L’unghia incarnita dal lato della scarpa potrebbe coinvolgere problematiche di milza e stomaco, dalla parte opposta, disturbi al fegato. L’ispessimento delle unghie corrisponde a scarsa funzionalità renale, carattere timoroso, sonno agitato. Callosità sotto il secondo e terzo dito potrebbe rivelare presenza di catarro bronchiale o sinusite. Sono naturalmente possibili indicazioni da mettere in relazione al soggetto coinvolto e non regole fisse.
Dopo l’ispezione visiva del piede l’approccio del riflessologo al piede consta di due momenti essenziali:
- la ricerca dei punti dolenti: attraverso la palpazione dei punti riflessi effettuata in modo deciso e profondo per comprendere che tipo di risposta viene fornita dalle varie parti analizzate.
- il massaggio vero e proprio del piede: costituito da una serie di passaggi da eseguire sulle zone riflesse secondo una sequenza preordinata in base a quanto emerso dalla prima fase.
Nella mappa riflessologica è possibile identificare organi e apparati sui quali eseguire il trattamento di stimolazione o sedazione in base alla valutazione energetica del problema da considerare. L’arco plantare laterale, per esempio, delinea la colonna vertebrale, sul quale lavorare per contrastare risentimenti dolorosi del tratto cervicale, dorsale o lombare, mal di testa di natura posturale. La parte centrale del piede sia a destra sia a sinistra è occupata dalla zona riflessa dello stomaco e le sue diverse porzioni, da trattare prima a destra e poi a sinistra, seguendo il processo fisiologico di digestione.
Alcuni protocolli indicano di iniziare il trattamento riflessologico dalle zone riflesse di rene e vescica, per attivare la naturale depurazione dell’organismo attraverso la diuresi.

Riflessologia plantare per l’ansia
Intervenendo sulle zone riflesse del piede, la riflessologia plantare risolve il sintomo agendo sull’intero sistema corpo-mente. Usata contro l’ansia, apporta benefici immediati e duraturi. L’ansia è uno stato emotivo che provoca paura, disagio, rimugino mentale, preoccupazione. Può avere ripercussioni anche sul piano fisico, con tachicardia, eccessiva sudorazione, disturbi dell’appetito e del ciclo sonno-veglia, fino a disturbi ormonali. Protratta nel tempo, l’ansia può portare alla depressione e contribuire all’insorgenza di molte malattie. Essa è caratterizzata da una tensione a livello del plesso solare, zona in cui si concentrano stress e irrequietezza. Il plesso solare, a sua volta, per funzione e localizzazione, coinvolge il sistema respiratorio, il cuore e la circolazione. Il respiro è il centro focale dell’ansia e di stati di ansia acuti, sia passeggeri che cronici. Il primo beneficio di un trattamento centrato sul plesso solare e sul diaframma è quello di ristabilire un buon ritmo respiratorio e una buona ossigenazione. Questo permette di chiarire le idee, calmando gli stati d’animo estremi e incontrollati. Già respirare meglio e sbloccare il muscolo diaframmatico allevia quindi l’ansia. In generale, qualsiasi massaggio al piede, se eseguito con rispetto, provoca un senso di benessere e rilassamento complessivo, grazie alle numerose terminazioni nervose che dal piede si diramano a muscoli e organi distali.
Come eseguire l’automassaggio ai piedi.
Per chi sceglie di eseguire l’automassaggio ai piedi, localizzare la zona del plesso solare è semplice. Mettendosi in piedi, si osservano i propri piedi e ci si immagina riflessi sulla pianta e sul dorso come su uno specchio. Per chi soffre di ansia, la zona specifica da trattare si trova sulla pianta del piede, sull’articolazione metatarso falange del secondo dito. Per trovarla basta spingere delicatamente il secondo dito verso il dorso del piede: la parte di carne sporgente localizza l’epicentro del diaframma. Per l’apparato respiratorio si tratta invece il dorso del piede, nelle fosse che si formano tra un metatarso e l’altro. Le pressioni devono essere graduali, nel rispetto della risposta del piede. L’auto trattamento può essere utile come pronto soccorso o anche come prevenzione, se stanno per insorgere situazioni stressanti.


La riflessologia plantare contro l’insonnia
Come la riflessologia plantare può essere utile in caso di insonnia, ovvero la fatica ad addormentarsi, risvegli notturni prolungati o brevi e ripetuti, agitazione fisica benché in stato di sonno leggero, risvegli mattutini precoci.
Il sonno e la veglia costituiscono, nel loro succedersi armonioso, un ritmo costante. Quando questo ritmo è alterato ne risente tutta la fisiologia, poiché sia il corpo che la mente necessitano, dopo un periodo di attività, costituito dalla veglia, di un periodo di riposo, il cui ideale coronamento è un sonno profondo e ristoratore.
Cos’è l’insonnia
La qualità del sonno non si misura dalla quantità di ore e dalla durata, bensì dalla qualità del sonno stesso. Ciascun corpo, secondo i propri bioritmi e le proprie necessità, manifesta esigenze differenti: per qualcuno possono bastare poche ore, per altri anche le classiche otto ore raccomandate possono risultare insufficienti. Si giudica un buon sonno da come ci si sveglia, da quanto ci si sente riposati e ristorati al risveglio. Nel sonno sono stati identificati generalmente 3 o 4 cicli di circa 2 ore ciascuno.
Ciascun ciclo comprende 5 fasi in successione:
- fase dell’addormentamento;
- fase del primo sonno leggero;
- fase del sonno profondo;
- fase REM (rapid eye movement);
- risveglio
L’insonnia: trattamento in riflessologia plantare.
Non esiste un unico organo deputato alla qualità del sonno, pertanto non è possibile ascrivere ad una zona riflessa particolare e specifica la responsabilità di uno dei disturbi del sonno sopra elencati o dell’insonnia vera e propria. Un trattamento di riflessologia plantare generale del piede, per le sue caratteristiche di specificità e di manipolazione, può contribuire al rilassamento generale degli organi e dei muscoli e di tutti quegli apparati che risultano compromessi dalla mancanza di un adeguato riposo. Quando l’insonnia è prolungata tutta la fisiologia ne risente. Esistono punti di riflessologia plantare che, in linea generale, possono però aiutare nel risolvere o alleviare l’insonnia. Ad esempio quelli riflettenti la ghiandola pineale e il surrene. Funzione della ghiandola pineale (o epifisi) è quella di regolare la produzione di melatonina, un ormone che, insieme alla serotonina, regola i ritmi circadiani e stagionali: il loro continuo fluttuare giornaliero e notturno regola il ritmo sonno-veglia. La melatonina è reperibile ed indicata, in casi di particolare stress, come integratore, ma il nostro corpo, se messo in condizioni ideali, può produrne quantità sufficienti al fabbisogno. L’area riflessa della ghiandola pineale si reperisce sugli alluci di entrambi i piedi, all’apice del polpastrello. È un punto solitamente poco reattivo, il cui trattamento risulta facile. Una pressione costante su questo punto si riflette sull’organo corrispondente.


Il surrene è una ghiandola che concorre alla produzione di svariati ormoni che regolano le attività del cuore e della circolazione arteriosa, della respirazione, della muscolatura e del sistema nervoso. In particolare la produzione di adrenalina e noradrenalina. L’ormone ipofisario ACTH influenza gli ormoni prodotti dal surrene, e sono collegati alla reattività a stimoli considerati stressanti, siano essi fisici, emotivi e mentali. L’area dell’ipofisi si trova al centro del polpastrello degli alluci. L’area riflessa del surrene dà indicazioni sullo stato di stress dell’organismo e di tutto il complesso fisiologico e mentale, e si reperisce al centro della pianta del rene. Questo ultimo punto può risultare molto reattivo e dare indicazioni importanti sullo stato psicofisico: quando alla pressione risulta vuoto indica un esaurimento degli aspetti legati al surrene, della capacità di far fronte alle emergenze e delle risposte immediate che ne derivano, spesso per un eccessivo e improprio utilizzo; mentre quando è eccessivamente reattivo indica che tutto l’intero sistema si trova in una situazione di allerta, nella quale anche un piccolo stimolo può generale una risposta di attacco o fuga tipica di chi si trova in situazioni percepite come minaccia alla sopravvivenza e al benessere. Il trattamento consiste nella pressione rispettosa di questi punti, cercando di trarne il massimo delle informazioni. Poiché la riflessologia si inserisce nelle terapie olistiche, così come per qualsiasi altro disequilibrio, anche per l’insonnia è più proficuo trattare anche altri organi che risultino reattivi o in stato di vuoto, perché ogni parte del corpo, ogni funzione, è influenzata e influenza tutto il sistema.
Piccoli e naturali rimedi contro l’insonnia
Contro l’insonnia abbandoniamo le medicine ed affidiamoci a tanti piccoli e naturali rimedi… per una notte tutta da dormire!
Le ore passano, i minuti pesano, e la notte si fa interminabile. L’insonnia è un disturbo comune soprattutto nei periodi di maggiore stress o durante i cambi di stagione. L’incapacità di addormentarsi o i risvegli notturni ripetuti con conseguente stanchezza durante il giorno sono i principali sintomi di questo disturbo che può diventare anche serio. Come combattere i problemi del sonno? Bastano piccoli accorgimenti e un’alimentazione adeguata.
Attività fisica
Per prima cosa modificare il nostro stile di vita: fare attività sportiva può aiutare anche perché per dormire bene i ritmi di vita sedentari vanno assolutamente evitati; un’attività fisica moderata e che al contempo induce al rilassamento è sicuramente la pratica dello Yoga, un’arte millenaria ancor prima che uno sport.
Fare un bagno caldo
Non dimenticate il benessere che può regalarvi un buon bagno caldo, capace di rilassare i vostri muscoli e farvi piombare in un generale stato di quiete, grazie anche all’aiuto di sali da bagno e della luce rilassante.


Leggere
Tenete sul comodino un libro noioso, leggere va benissimo per aiutare a rilassarsi ed a prendere sonno, tuttavia se non volete arrivare fino all’alba con gli occhi aperti e la curiosità di “come va a finire”, cercate di evitare libri avventurosi ed intriganti prima di andare a dormire! Prima di mettervi a letto abbiate cura di spegnere tutte le luci nella stanza, che dovrà rimanere in completo buio!
Curare l’alimentazione
Anche l’alimentazione può essere d’aiuto, ci sono alimenti che favoriscono un buon sonno e quelli da evitare come, soprattutto la sera, cioccolato, cacao, the e caffè per la presenza della caffeina, oltre ai superalcolici che inducono un sonno di qualità cattiva con risveglio al mattino.
Piedi gonfi al mattino, i rimedi
Accade che alcune mattine ci si svegli più gonfi di altre. A risentirne spesso sono gli arti, in particolare le gambe e i piedi, ma anche le mani e il viso. Per quale motivo avviene questo fenomeno? L’anatomia dei piedi è tale da renderli particolarmente soggetti a gonfiarsi. Lontani dalla pompa circolatoria del cuore, soggetti alla forza di gravità, sostegno di tutto il peso del corpo, è facile che risentano del loro incessante e importante lavoro.
In piedi tutto il giorno, in posizione ortostatica, o seduti senza movimento drenante, diventano bacile di ristagni e stasi. E soprattutto di notte possono subire le conseguenze di tutto lo stress e delle ore di immobilità, che non permettono alla circolazione di drenare liquidi e sangue.

Le cause possono essere molte:
- insufficienza linfatica e circolatoria: quando la circolazione agli arti inferiore è difficoltosa, ecco che il sangue e i liquidi ristagnano alla periferia, gonfiando tutte le gambe e i piedi; in particolar modo la circolazione venosa se non adeguatamente sostenuta con il movimento può risultare rallentata. La circolazione linfatica a sua volta non è sostenuta da un organo di pompaggio e se la muscolatura attraverso la contrazione del movimento non esplica questo importante ruolo non collabora al corretto drenaggio ai gangli linfatici preposti.
- alimentazione squilibrata: un eccesso di sale, zuccheri, lieviti e alimenti raffinati, e alcool, e fumo e mancanza di fibre e corretto apporto di acqua, possono avere come diretta conseguenza un ristagno dei liquidi;
- mancanza di adeguata attività fisica: basta anche solo una passeggiata al giorno o esercizi semplici che interrompano la sedentarietà della postura, per permettere alla pompa di ritorno costituita anche dai muscoli delle gambe, di far risalire i liquidi verso le stazioni linfatiche centrali e rendere più scorrevole la circolazione;
- gotta e squilibri a carico di reni e fegato: la gotta è una diretta conseguenza di uno stile di vita e una alimentazione squilibrati, a cui reni e fegato, organi emuntori deputati allo smaltimento delle tossine, non riescono a far fronte;
- oscillazioni ormonali: soprattutto nelle donne il ciclo ormonale mensile e stagionale porta ritenzione idrica con conseguenti piedi gonfi.
Al mattino tutte queste condizioni vengono enfatizzate dalla prolungata stazione immobile e orizzontale.

Piedi gonfi: rimedi naturali
I rimedi naturali possono essere molto utili per prevenire e risolvere il gonfiore ai piedi che si presenta anche al mattino, in sinergia ad alcune sane abitudini che richiedono un minimo impegno ma che portano a grandi risultati:
- dormire con un cuscino nella parte inferiore del materasso, in modo da lasciare i piedi leggermente più rialzati rispetto al bacino favorisce il ritorno venoso e alleggerisce le caviglie; attenzione mantenere il supporto anche sotto le ginocchia, per non lasciare un vuoto sotto il cavo popliteo.
- pediluvio serale: la sera è una fase della giornata in cui possiamo dedicare un po’ più di tempo alla cura della nostra persona. I pediluvi sono una pratica che dovrebbe essere introdotta a prescindere dal gonfiore a piedi e caviglie. Sciogliere del sale grosso in una bacinella d’acqua tiepida consente di attivare un processo osmotico che aiuta a smuovere i ristagni, a drenare la stasi sia linfatica sia venosa e a sgonfiare così piedi e caviglie pesanti
- docciature calde e fredde: sfruttiamo il principio delle vasche Kneipp, con docciature alternate, dal caldo, vasodilatatorio, decongestionante e rilassante, al freddo, vasocostrittore, astringente, tonificante. Questa pratica attivata alla sera prima di andare a dormire aiuta a defaticare gli arti inferiori, a migliorare la circolazione venosa e linfatica, a detossinare i tessuti. Richiede poco tempo e aiuta anche a migliorare la qualità del sonno.
- fregagioni fredde sul corpo al mattino: se si dispone di un po’ più di tempo le fregagioni, altrimenti dette spugnature, su tutto il corpo, eseguite in ambiente riscaldato, permettono di rivitalizzare tutto il corpo, e tonificare anche i vasi linfatici e sanguigni; ossigenano i tessuti, consentono un corretto scambio di temperatura tra la parte più superficiale e quella più profonda del corpo. Possono essere effettuate con un asciugamano immerso in acqua fredda e opportunamente strofinato sulle parti partendo dal basso verso l’alto.
- massaggio mattutino ai piedi con oli essenziali: una miscela di olio di cipresso e finocchio, aggiunta a olio di base, e massaggiata delicatamente sui piedi e sulle caviglie al risveglio, su fino alle cosce e all’inguine, drena dolcemente ed efficacemente gli edemi agli arti inferiori, grazie alle proprietà circolatorie di questi oli essenziali, che arrivano in profondità e smuovono i ristagni accumulati soprattutto in prossimità delle articolazioni, caviglie e ginocchia in particolare.
Piedi gonfi: rimedi erboristici
Tisane, estratti idroalcolici, fitocomplessi in fluido o estratto secco possono essere di supporto per drenare la stasi linfatica, per favorire il riciclo dei liquidi, per depurare il fegato e per favorire la microcircolazione. Vediamo alcune piante drenanti utili a svolgere queste funzioni:
- Centella Asiatica: contrasta l’insufficienza venosa, aumenta il tono venoso e protegge le pareti dei vasi sanguigni. La Centella migliora i sintomi da gambe pesanti imputabili anche al ristagno linfatico.
- Betulla: possiede proprietà diuretiche, antinfiammatorie. È utile in caso di ritenzione da insufficienza cardiaca e da fegato ingrossato. La Betulla aiuta a sgonfiare le gambe e i piedi da edemi e contribuisce al trattamento della gotta.
- Fumaria: lavora sulla funzionalità epatica, svolge azione depurativa dei dotti biliari, e può essere integrata ad altri rimedi come la betulla o la centella per contrastare il gonfiore agli arti inferiori dovuti a difficoltà funzionali del fegato.
- Orthosiphon: grazie alla presenza di terpeni, le foglie di Orthosiphon svolgono un’azione drenante e diuretica contrastando la ritenzione idrica.
- Vite Rossa: possiede proprietà antiedemigene e protettive del microcircolo. La presenza di flavonoidi nella Vite Rossa riduce la permeabilità dei capillari e dei vasi scongiurando la formazione di edemi e gonfiori da insufficienza venosa.
- Rusco: possiede proprietà diuretiche e vasocostrittrici. Il Rusco è utile in caso di vene varicose, emorroidi, gonfiore degli arti inferiori e dei piedi, cellulite.





