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La tecnica del massaggio linfodrenante

Noto sia in campo medico che in campo estetico, il massaggio linfodrenante permette di evitare la stagnazione della linfa, consentendo il corretto fluire dei liquidi corporei.

In campo estetico, il verbo “drenare” è usato continuamente. Il suo significato più immediato è quello di portare verso l’esterno una raccolta di liquidi fisiologici indesiderati, in stato di stagnazione. Nel caso del massaggio linfodrenante, parliamo di linfa.

Cos’è la linfa?

La linfa è un fluido corporeo che circola all’interno dei vasi linfatici e che porta con sé diverse sostanze, tra cui acqua, grassi, proteine, elettroliti e linfociti, per un volume giornaliero che va dai 2 ai 4 litri.

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Il metodo Vodder del massaggio linfodrenante
La tecnica del massaggio linfodrenante, noto come linfodrenaggio, è anche noto con altri nomi, come, ad esempio, drenaggio linfatico manuale o metodo Vodder. Negli anni Trenta, Emil Vodder, medico danese, notò che, tra i suoi pazienti, quelli che soffrivano di infezioni croniche delle vie respiratorie avevano i linfonodi molto ingrossati sul collo. Sperimentò che, massaggiandoli, si potevano ottenere dei risultati sbalorditivi. Vodder arrivò a comprendere che se i linfonodi non sono in grado di purificare la linfa, questa si trova a ristagnare e ciò causa diversi malesseri. Il massaggio di Vodder mira a riattivare la circolazione della linfa per evitare accumuli di impurità. Le sue applicazioni sono sia in campo medico che estetico.

Massaggio linfodrenante: tecnica e benefici
La tecnica del massaggio linfodrenante prevede movimenti a spirale che vengono praticati sui linfonodi. Le manovre del massaggiatore saranno molto delicate, perché questa tecnica agisce sui vasi linfatici, che sono più fini di quelli sanguigni. I movimenti principali con cui eseguire questo massaggio sono costituiti da cerchi fatti con le dita per spostare la linfa, pressioni dei pollici e uso delle mani sovrapposte, in modo che una faccia da guida, mentre l’altra preme. La direzione verso cui si effettua il massaggio è quella delle cosiddette “stazioni della linfa”: ascelle, inguine, base del collo. La tecnica del massaggio linfodrenante è ottima in caso di cellulite, perché, in linea generale, aiuta il metabolismo a funzionare in modo corretto ed evita quei gonfiori che si accumulano nelle gambe, sui glutei o all’altezza dell’addome. In pratica le mani del massaggiatore spostano il liquido che di solito si trova nella pelle o tra pelle e muscoli e lo fa uscire dai vasi linfatici. Tramite questo massaggio si possono risolvere problemi di edema o gonfiore, legati ad accumulo di liquido nei tessuti. Questa tecnica non ha particolari controindicazioni, anzi lenisce lo stress a carico del sistema nervoso ed ha funzione analgesica. Il linfodrenaggio è utile anche per risolvere problemi estetici: con questa tecnica si può trattare l’acne, le malattie cutanee di tipo allergico, le ustioni, le cicatrici e addirittura la calvizie.

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Il linfodrenaggio manuale: tecnica e benefici
Tecniche e benefici del linfodrenaggio manuale, in particolare del massaggio secondo il metodo Vodder per la salute e l’estetica.
Il linfodrenaggio manuale è una tecnica di massaggio messa a punto per drenare la linfa presente nel circolo linfatico dell’organismo; la linfa è un liquido derivante da un ultrafiltrato del plasma e la sua circolazione nell’organismo avviene attraverso vasi linfatici.

 

La tecnica del lifodrenaggio manuale metodo Vodder
Esistono diverse metodi di linfodrenaggio, il più famoso è quello che prende il nome dal dott. Vodder. Egli, insieme alla moglie, mise a punto un protocollo di trattamento e una manualità specifica per drenare in maniera efficace la linfa. Il linfodrenaggio manuale nel metodo originale Vodder si compone di leggeri sfioramenti sulla pelle, in direzione centripeta, dalla periferia verso il centro del tronco, al fine di aiutare la linfa nel proprio percorso. Si conclude infine con una serie di pompaggi e svuotamento sulle zone in cui si raccoglie la linfa.

Benefici del linfodrenaggio manuale.

Il linfodrenaggio manuale, se effettuato da operatori adeguatamente formati, può essere utilizzato sia a livello medico che a livello estetico.

I suoi effetti principali sono:

    • effetto antiedematoso, contro gonfiori, ristagni e cellulite, per il trattamento di disturbi di origine reumatica articolari e extra articolari;
    • effetto sulle difese immunitarie: in tutti quei casi in cui si voglia migliorare l’immunità locale, come nel caso di acne, piccole ferite o ferite post operatorie non in fase acuta, nei casi di edemi della gravidanza, edemi nella sindrome premestruale, edemi post operatori e traumatici;
    • effetto cicatrizzante;
    • miglioramento della microcircolazione, favorendo una maggiore ossigenazione dei tessuti e migliorando visibilmente il tono e l’aspetto generale cutaneo;
    • effetto rilassante, per la sua ritmicità e per la caratteristica leggerezza delle manovre di sfioramento;
    • effetto rigenerante proprio grazie al miglioramento della microcircolazione, utile quindi usare il linfodrenaggio manuale in caso di malattie cutanee.
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Controindicazioni del linfodrenaggio manuale
Esistono delle precise controindicazioni al massaggio linfatico manuale: non devono sottoporsi a linfodrenaggio persone affette da infezioni in fase acuta, eczemi e macchie della pelle, tumori maligni, insufficienza cardiaca, insufficienza renale, ipertiroidismo, asma bronchiale e bronchiti asmatiche acute, flebiti e tromboflebiti, ipotensione. Mentre le manovre sull’addome del linfodrenaggio possono essere utili nella risoluzione della stitichezza cronica, vanno però evitate in caso di disturbi mestruali, gravidanza e in generale in caso di disturbi dolorosi del basso ventre. Circolazione linfatica e circolazione sanguigna. La circolazione sanguigna e quella linfatica sono strettamente interconnesse: le proprietà nutritizie e l’ossigeno vengono trasportati dal sangue tramite la circolazione arteriosa alle cellule dei tessuti, le quali, a seguito dei propri processi metabolici, rilasciano nella circolazione venosa elementi di scarto. Non tutti gli elementi però riescono a confluire nel circolo venoso: circa il 10% si riversa nel liquido interstiziale, cioè nella linfa, insieme a proteine ed elementi nutritizi. Il sistema linfatico ha pertanto l’onere di riportare nel circolo venoso questi elementi e di smaltire quanto non metabolizzato nelle cellule dei tessuti. Una corretta circolazione linfatica è altrettanto importante di una corretta circolazione venosa. Tramite la fitta rete di capillari linfatici, attraversando le stazioni linfonodali, la linfa si riversa nel dotto toracico e nella cisterna del Pequet e infine nel flusso venoso.

Perché un massaggio linfodrenante manuale? La circolazione della linfa, diversamente da quella arteriosa, è centripeta: percorre cioè il corpo dalla periferia (arti e testa) al centro (il tronco). La circolazione del sangue nel corpo attraverso le arterie è dovuta al pompaggio del cuore, mentre il ritorno venoso è agevolato dai movimenti muscolari, da quelli respiratori e, in minima parte, dalla debole pulsazione delle arterie contigue. La linfa percorre i vasi linfatici grazie alla propulsione di minuscole fibre muscolari lisce e da recettori nervosi che si contraggono automaticamente quando il tratto di vaso linfatico che rivestono si dilata a causa dell’aumento della linfa contenuta in esso. Le contrazioni, in condizioni di salute normali, sono circa 10-12 al minuto, con una pausa di 5 secondi ciascuna per il riempimento. È pertanto semplice intuire come spesso la linfa possa, per motivazioni alimentari e di stile di vita, non drenare correttamente e ristagnare. Il linfodrenaggio manuale permette di agevolare il ritorno della linfa nel circolo venoso, il riutilizzo delle sostanze utile e lo scarto di quelle non più utilizzabili dall’organismo.

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Massaggio linfodrenante fai da te

Il massaggio linfatico manuale è un massaggio che si può utilizzare sia in ambito medico che estetico. Benché un buon massaggio linfatico preveda l’uso di particolari manovre ed esperienza e adeguata formazione professionale, è comunque possibile eseguire alcune manualità per fare un massaggio linfodrenante fai da te.

Massaggio linfodrenante: cos’è e come agisce
Il massaggio linfodrenante è un particolare tipo di massaggio dedicato al drenaggio della linfa. La linfa è il liquido interstiziale che circola nella vasta e complessa rete circolatoria linfatica. Funzione della linfa è il drenaggio, dalla periferia verso il cuore, del liquido ricevuto dai capillari sanguigni. La linfa, prima di arrivare al cuore, passa attraverso i linfonodi, deputati alla difesa dell’organismo. Nei linfonodi, la linfa viene “controllata” per essere poi reintrodotta nel circolo venoso. Poiché la linfa può circolare solo dalla periferia al centro del corpo, e grazie principalmente alla pompa muscolare e a quella respiratoria diaframmatica, è possibile che in alcune situazioni la linfa ristagni e fatichi a circolare dando formazione ad edemi, gonfiori e ristagni. In considerazione della grande importanza che ha questo liquido nella difesa immunitaria, è vitale garantirne una adeguata circolazione e un adeguato drenaggio. Il massaggio linfodrenante serve per aiutare la circolazione linfatica e il drenaggio della linfa.

Massaggio linfodrenante fai da te
Il massaggio linfodrenante ha come scopo quello di aiutare la linfa a circolare, e quindi permette di drenare gli eccessi che posso ristagnare in alcune parti del corpo. Le gambe, le braccia, e la testa, in particolare il collo, sono i distretti che maggiormente possono avere problemi di ristagno linfatico.

Caratteristiche principali del massaggio linfodrenante sono tre:

  • i movimenti dalla periferia verso le stazioni linfatiche, cioè verso il centro del corpo;
  • la manualità leggera, che consiste in sfioramenti;
  • lo scarico delle stazioni linfatiche principali tramite la manovra del pompaggio.

Il linfodrenaggio manuale può essere effettuato da soli e apportare benefici, anche se ridotti rispetto ai trattamenti eseguiti da operatori professionisti. II linfodrenaggio può essere fatto da sé soprattutto sulle gambe, sulle braccia e sulla testa.

Il protocollo prevede di sfiorare leggermente la pelle, poiché la circolazione linfatica è superficiale, procedendo dalla periferia al centro:

  • dai piedi all’inguine;
  • dalle mani alle ascelle;
  • dalla testa e dal collo al terminus, nell’incavo delle clavicole.

Per agevolare la manualità è possibile usare oli, anche se spesso alterano la sensibilità delle mani nei confronti della pelle. Gli sfioramenti solo lenti e continui, eseguiti con la punta unita delle dita delle mani. Una volta arrivati all’inguine, all’incavo delle ascelle, e al terminus, è necessario operare adeguato scarico delle stazioni linfatiche: si esegue tramite pompaggi delicati, eseguiti sempre con la punta delle dita delle mani. Questo permette di drenare verso il cuore la linfa convogliata con i massaggi ai linfonodi. Il massaggio linfodrenante fai da te è molto utile in caso di gonfiore e pesantezza agli arti, per migliorare la qualità della circolazione, nonché l’aspetto della pelle. È utile per il viso in caso di rughe e cicatrici. Anche la cellulite può essere contrastata usando il massaggio linfatico.

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Il drenaggio è un’azione sistemica che coinvolge l’intero organismo: stimola l’eliminazione centrifuga delle tossine e delle scorie metaboliche all’interno delle cellule verso l’esterno, trasportandole, grazie all’azione specifica degli organi emuntori, fuori da tutti i tessuti e gli organi. Il drenaggio, in Medicina Naturale, è una tecnica di eliminazione delle tossine (che derivano dall’alimentazione, dai farmaci, dal fumo) e dei prodotti del metabolismo cellulare. Consiste nella stimolazione leggera e prolungata degli organi deputati all’eliminazione dei materiali di rifiuto dell’organismo, i cosiddetti organi emuntori, che sono:

  • Reni e vie urinarie
  • Fegato e vie biliari
  • Intestino
  • Polmoni
  • Cute

I rimedi fitoterapici ad azione drenante hanno quindi la funzione di regolarizzare e stimolare l’attività escretoria degli organi emuntori. Nei trattamenti di drenaggio viene inoltre stimolato il sistema linfatico, che è deputato alla mobilizzazione delle tossine accumulate a livello del tessuto connettivo, che delimita gli spazi intercellulari, dove vengono “scaricate” in prima istanza le tossine che si formano all’interno delle cellule.

Per tossine si intendono sia i prodotti di rifiuto che si formano nei processi metabolici dell’organismo, che potremmo chiamare tossine endogene, sia batteri, virus, tossine alimentari, fattori di inquinamento ambientale, molecole farmacologiche, ossia tossine esogene, che attaccano di continuo il nostro psicosoma.
Potremmo allargare il concetto anche alle “tossine psichiche”: i pensieri negativi, le emozioni distruttive che inducono la produzione dei mediatori chimici dello stress, che portano l’organismo verso uno stato di logoramento accelerato.

Quando i nostri organi emuntori funzionano in uno stato ottimale, le tossine prodotte vengono adeguatamente eliminate, e l’organismo si mantiene in equilibrio e in salute. Quando, o per un eccessivo carico di tossine, o perché i sistemi di drenaggio non sono sufficienti, si crea un sovraccarico di sostanze dannose, questo equilibrio viene meno e compare la malattia.
Secondo questa visione, la malattia non sarebbe altro che l’espressione della lotta che l’organismo compie per compensare i danni provocati dalle tossine, per neutralizzarle ed espellerle.
Il drenaggio in Fitoterapia viene attuato soprattutto con i gemmoterapici, le tinture madri, le tisane. Esso esercita un notevole stimolo disintossicante e può rappresentare un trattamento preventivo o curativo. Può anche essere un trattamento di appoggio ed accompagnamento ad altre terapie, in corso di malattie acute o croniche.

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Inoltre, il drenaggio è indicato in corso di trattamenti omeopatici, per “pulire il terreno” e prepararlo all’azione dei rimedi. I rimedi fitoterapici usati per drenare l’organismo sono tanti:

  • La linfa di Betulla, che è un eccellente drenante generale per l’organismo, dotata di un particolare tropismo per il sistema reticolo-endoteliale, per l’apparato osteo-articolare e per quello urinario;
  • La Fumaria officinalis, che è un drenante cutaneo;
  • Il Taraxacum officinale, che è una pianta drenante e depurativa, con particolare tropismo per il fegato e le vie biliari.
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Ritenzione idrica: sintomi, cause, tutti i rimedi
Tessuti poco elastici, gonfi, che rimangono di colore bianco quando si preme con il dito indicano uno stato di ritenzione idrica. Se, rispetto a questo stadio, la mircocircolazione sanguigna continua a esser compromessa, il tessuto si “ingolfa” del tutto e compare la cellulite. Scopriamola meglio.

 

Sintomi della ritenzione idrica
Le gambe gonfie sono i primi sintomi, insieme a un colorito poco compatto e poco salutare. I liquidi non riescono a “risalire” verso l’alto, e rimangono “intrappolati” nelle cosce e nelle gambe. Oltre al gonfiore, ciò può dare anche una sensazione di pesantezza e stanchezza. La ritenzione idrica può interessare anche gli arti superiori e la cavità addominale.

Cause
Le cause che determinano l’insorgere della ritenzione idrica di solito sono legate alla cattiva alimentazione e alla sedentarietà. Nel caso in cui insorge anche cellulite e il problema di microcircolazione si amplifica possono aggiungersi altri fattori quali:

  • Fattori genetici, dovuti alla tendenza più o meno marcata di accumulare tessuto adiposo;
  • Fattori ormonali, dovuti ad eccesso di estrogeni che facilitano la ritenzione idrica;
  • Assunzione di farmaci, come la pillola anticoncezionale;
  • Stress e nervosismo.

 

Diagnosi
Come nel caso della cellulite, per individuare la ritenzione idrica si esaminano le abitudini alimentari, la comparsa del menarca, l’assunzione di contraccettivi, il numero delle gravidanze portate o meno a termine, la situazione psico-fisica e neuroendocrina contingente, la storia ponderale recente, la farmacoterapia attuale e pregressa, l’attività fisica giornaliera. L’esame indaga sullo stato tissutale, specie sulla condizione degli arti inferiori per l’osservazione di eventuale stasi, o di insufficienza venosa. Si valuterà la presenza di:

  • Edema malleolare;
  • Senso di pesantezza agli arti inferiori
  • Parestesie (e/o bruciori);
  • Crampi diurni;
  • Crampi notturni;
  • Teleangectasie;
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CURE PER LA RITENZIONE IDRICA

Alimentazione
Innanzitutto va considerato se il gonfiore è legato al sovrappeso. Il sodio aumenta la ritenzione idrica ed è presente in molti cibi, dunque una maggiore introduzione di calorie può portare a ritenzione.
Sono da ridurre carboidrati raffinati, dolci e alcool. Vanno limitati anche gli alimenti che portano ad un ristagno del sistema linfatico: latticini, farina bianca, grassi saturi derivanti da carne, burro e insaccati, che accentuano la pesantezza alle gambe.

Tre importantissimi alimenti per proteggere i vasi sanguigni:

  • cioccolato puro,
  • olio d’oliva,
  • mirtillo

Da preferire pesce, legumi, oli vegetali spremuti a freddo come l’olio extravergine di oliva e quello di lino, frutta e verdura di stagione. Importanti le fibre che migliorano la funzione intestinale soprattutto in caso di stipsi, evitando così una congestione intestinale che faccia pressione sugli arti inferiori. Utile un sostegno al fegato con verdure dal gusto amaro (cicoria, cime di rapa, radicchio, indivia belga) e alimenti con un diretto tropismo epatico: carciofi e ortica. E’ consigliabile aumentare il consumo dei frutti di bosco per migliorare la circolazione e degli agrumi. Rimedi fitoterapici per la ritenzione idrica.

Le piante per combattere gli inestetismi della cellulite sono utilissime anche in caso di ritenzione idrica. Le foglie e la corteccia di amamelide (Hamamelis Virginiana) sono utilizzate nei disturbi del sistema circolatorio, dove sia necessaria un’azione astringente; mentre le foglie di centella (Centella asiatica), rinforzando ed elasticizzando le pareti dei vasi sanguigni, favoriscono la corretta circolazione periferica, quindi sono indicate per ridurre la permeabilità capillare e l’edema sottocutaneo. Il gambo d’ananas (Ananas sativus) è largamente impiegato per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica perché riduce la vasodilatazione e l’eccessiva permeabilità dei capillari, attenuando le infiammazioni o i dolori localizzati; invece il meliloto: (Melilotus officinalis) è usato nel trattamento dell’insufficienza venosa e linfatica, in presenza di edemi e gonfiori agli arti inferiori, ritenzione idrica, gambe pesanti e cellulite. Infine tra le piante che stimolano la diuresi e il sistema linfatico favorendo l’eliminazione dei liquidi in eccesso, troviamo le foglie di betulla (Betula Pendula).I peduncoli di ciliegio sono tra i rimedi fitoterapici infallibili per curare la ritenzione idrica.

Fiori di Bach per la ritenzione idrica
Le patologie fisiche come cellulite e ritenzione idrica, non sono trattate direttamente con i fiori di Bach. I fiori di Bach, infatti, agiscono principalmente sullo stato emozionale, che conduce al manifestarsi di un certo disturbo. Quando il sistema linfatico e quello circolatorio si congestionano, e si trattengono liquidi e tossine, significa che un disequilibrio interiore, legato a un eccessivo controllo, si sta manifestando a livello fisico. Le miscele personalizzate dovranno tenere conto di questa analogia per modificare atteggiamenti caratteriali o emozioni negative, allo scopo di rilasciare i liquidi in eccesso e favorire il processo di guarigione.

Medicina tradizionale cinese
In medicina cinese, per contrastare la ritenzione idrica, si agisce sul metabolismo lipidico e idrico. La seduta tipica prevede 10 terapie della durata di un’ora dove l’agopuntore agisce localmente sulle regioni interessate con aghi di diverse dimensioni. Va comunque evidenziato che in Medicina Cinese il disturbo è interpretato come accumulo di Yin e di Liquidi che si deve o a eccedenza ponderale o a problemi strutturali corporei. In generale, l’agopuntore potrebbe valutare che la ritenzione interessi la funzione di “trasporto/trasformazione” della Milza; nel secondo, dovuto a problemi strutturali corporei, il disturbo si deve a turbe del Rene e più propriamente a problemi di fasce, allineamento corporeo e pertanto postura. Aromaterapia per la ritenzione idrica.

Gli oli essenziali svolgono un’azione drenante sui ristagni linfatici e possono perciò essere utilizzati per la cura della cellulite, attraverso un massaggio che stimoli la circolazione periferica e lipolitica sul grasso localizzato.

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Si utilizzano localmente diluiti in olio di mandorle (10 gocce per 100ml di olio) o nella vasca per fare bagni tonificanti ad azione anticellulite.

  • Olio essenziale di betulla: previene problemi venosi e disturbi circolatori, in caso di gambe pesanti, gonfiori, edemi e ristagni linfatici; mentre per l’attività diuretica e drenante, favorisce l’eliminazione dei liquidi in eccesso e riduce nettamente l’impastamento e la componente dolorosa. L’olio essenziale di betulla è perciò indicato in caso di obesità e cellulite. e per eliminare i liquidi ristagnanti nei tessuti.
  • Olio essenziale di limone: è un tonificante del sistema circolatorio; stimola la circolazione linfatica e venosa, rafforza i vasi sanguigni e fluidifica il sangue. Ottimo contro i disturbi dovuti a cattiva circolazione, come gambe pesanti, edemi, cellulite, vene varicose e fragilità capillare e geloni.
  • Olio essenziale di rosmarino: viene impiegato come ingrediente nei prodotti cosmetici e nei fanghi contro la cellulite o l’adiposità localizzata, in virtù dell’azione lipolitica (scioglie i grassi), stimolante della circolazione periferica e drenante sul sistema linfatico.
  • Olio essenziale di cipolla: è un diuretico, stimola l’eliminazione dei ristagni provocati da ritenzione idrica ed esplica un’azione ipotensiva.
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Ritenzione idrica sulle gambe, i cosmetici per trattarla

I cosmetici giusti per combattere la ritenzione idrica delle gambe
La ritenzione idrica è un inestetismo che colpisce molte donne e che interessa soprattutto le gambe. Quali sono i cosmetici migliori per trattare la ritenzione idrica?

La ritenzione idrica: cos’è e come si combatte
Per ritenzione idrica si intende l’accumulo di liquidi all’interno dei tessuti con conseguente gonfiore e cuscinetti di cellulite che interessano di frequente gli arti inferiori. Chi soffre di ritenzione idrica ha sicuramente una predisposizione verso questa problematica, che dipende da una cattiva circolazione sanguigna e linfatica. Le abitudini alimentari e lo stile di vita più in generale, possono poi aggravare la situazione: sedentarietà, fumo, una dieta sbilanciata, sono solo alcune delle abitudini scorrette che tendono a peggiorare la ritenzione idrica e la cellulite. Correggere lo stile di vita e utilizzare i cosmetici giusti con costanza può certamente aiutare a sconfiggere il problema. Un ingrediente utile per combattere la ritenzione idrica è presente nelle dispense di tutte noi ed è il sale: i bagni a base di sale aiutano a drenare i tessuti e a contrastare il gonfiore agli arti inferiori. Per trarre beneficio da questo trattamento, una volta alla settimana immergete le gambe nella vasca dove avrete sciolto mezzo chilo di sale grosso: rimanete con le gambe in acqua per 20/30 minuti. Dalle due alle quattro volte al mese potete preparare dei fanghi a base di argilla e the verde, da applicare sulle gambe e tenere in posa per mezzora e risciacquare poi con acqua tiepida.

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Fanghi drenanti: proprietà, uso, controindicazioni
I fanghi drenanti possono essere fatti a base argillosa, di alghe marine o sali marini, con aggiunta di oli essenziali e nutrienti. Utili per favorire la circolazione, stimolano il metabolismo e l’ossigenazione dei tessuti. Scopriamoli meglio.

Cosa sono i fanghi drenanti
I fanghi drenanti sono fanghi che vengono applicati localmente sulle zone da ridurre e da sgonfiare, provocando effetti benefici sulla circolazione, stimolando il metabolismo e una maggiore ossigenazione dei tessuti. Possono essere fatti a base argillosa, di alghe marine o Sali marini, con aggiunta di oli essenziali e nutrienti, come l’olio d’oliva, l’olio di primula, l’olio di germe di grano, o erbe, come per esempio centella, edera, ginko biloba, ippocastano, pilosella, rusco, mirtillo. I fanghi drenanti, un morbido impasto di argille miscelate sapientemente con acqua e ingredienti specifici, di solito contengono materiale terroso molto fine che, restando a contatto per lungo tempo con acque termali, ne assorbe i principi attivi, come lo zolfo, le vitamine e gli oligoelementi. Spesso, la formulazione dei fanghi è arricchita da altre sostanze dall’azione specifica (fitoestratti, acido salicilico, oli essenziali, derivati marini) che ne modificano e aumentano l’efficacia.

Proprietà e uso dei fanghi drenanti
Le proprietà delle sostanze contenute nei fanghi drenanti permettono l’eliminazione idrica e contemporaneamente l’espulsione delle tossine dai tessuti, migliorando il microcircolo, quindi la circolazione periferica, responsabile di accumuli cellulitici. I fanghi drenanti depurano la pelle, spengono le infiammazioni e drenano i ristagni di liquidi, sono quanto di più indicato anche per combattere acne e forfora. I fanghi drenanti spesso hanno anche altre caratteristiche: calmano processi infiammatori, placano dolori articolari, riattivano la circolazione.

Istruzioni per l’uso
La loro azione è dovuta in gran parte al cosiddetto effetto osmotico: applicando i fanghi sul corpo, si crea uno strato isolante che aumenta la temperatura della pelle e di conseguenza i pori si aprono favorendo la penetrazione dei principi attivi contenuti nella miscela, con risultati che dipendono dalle zone del corpo dove avviene l’applicazione e dalle sostanze utilizzate. I fanghi vanno tenuti generalmente da mezz’ora a 45 minuti, preferibilmente con un bendaggio che ne aumenta l’efficacia e l’assorbimento. La loro azione continua anche dopo il risciacquo, che va fatto con acqua tiepida. Infine, è consigliato stendere uno strato di crema post-trattamento.

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